Il progetto “Una Comunità̀ per il Lavoro” è il primo nato nell’ambito del Fondo Nuove Povertà (link alla pagina del fondo nuove povertà), attivato nel 2021 grazie al fondamentale sostegno di Fondazione Cariplo, alla donazione di SAL e al quale ha contribuito con generosità anche la Comunità locale.

L’obiettivo è combattere la povertà̀ e l’esclusione sociale attraverso il lavoro, puntando soprattutto sul settore socio-assistenziale, nel quale gli operatori non bastano mai, a maggior ragione dopo la pandemia.

Il progetto offre a 24 persone residenti nel Lodigiano corsi di formazione per diventare Ausiliari socio assistenziali (ASA) e Operatori socio sanitari (OSS), ottenendo anche una indennità mensile di 500 euro.

Gli interessati dovranno candidarsi in uno dei comuni aderenti entro il 18 marzo.

I requisiti per partecipare sono:

  • essere residenti in uno dei comuni
  • essere maggiorenni
  • avere un diploma di scuola secondaria di primo grado (terza media)
  • avere l’attestazione ISEE (ordinario o corrente) non superiore a 20mila euro
  • essere preferibilmente in stato di disoccupazione / inoccupazione.

La modulistica del bando sarà accessibile sul sito dei singoli comuni coinvolti mentre per informazioni e assistenza sulla compilazione delle domande ci si potrà rivolgere al CFP Consortile del Lodigiano, (sportellolavcasale@cfpcons.lodi.it – 0371-30.649  – www.cfpcons.lodi.it), che è l’ente capofila del progetto.

All’iniziativa prendono parte cinque Residenze Sanitarie Assistenziali, due Residenze Sanitarie per Disabili, una cooperativa sociale e il CPIA e l’ASST di Lodi, che svolge un ruolo cruciale nell’ambito del tirocinio per la qualifica di OSS.

Le persone selezionate per il progetto prima seguiranno lezioni in aula e poi parteciperanno a degli stage nei poli di tirocinio del territorio coinvolti nel  progetto.

Al termine del percorso, che durerà dieci mesi, avranno acquisito nuove competenze e abilità che li renderanno più appetibili sul mercato del lavoro e contribuiranno ad aumentare in modo significativo la loro occupabilità.

A finanziare i costi, pari a 202mila euro, sarà per il 70 per cento la Fondazione Comunitaria. Il resto arriverà dai comuni e dagli enti coinvolti, che hanno deciso di creare una rete di supporto per trovare operatori in un settore cruciale, reso ancora più importante dalla pandemia.